GLI ZUCCHERINI

dolcezze | 4 dicembre 2018 | By

 

Un po’ di storia e tradizione del mio paese..Montepiano (la Storaia) sull’Appennino Tosco Emiliano. In questa frazione di montagna sono nati questi fantastici biscotti gli ” Zuccherini”, che oltre alla produzione casalinga sono diventati un’attività anche per i vari forni e pasticcerie della vallata. La produzione si è poi diffusa in tutti i paesi confinanti: si trovano nella provincia di Bologna con il nome Zuccherini Bolognesi..nella provincia di Pistoia, gli zuccherini di Porretta, ed è questo il biscotto per eccellenza della mia tradizione.

Che significato avevano gli Zuccherini?

Gli Zuccherini erano le bomboniere da regalare in occasione del matrimonio negli anni ’50, difatti gli sposi invitavano parenti e amici al matrimonio andando personalmente a casa e donando loro un sacchetto con dentro gli zuccherini e i confetti, questo era l’invito e la bonboniera del loro matrimonio.

Quanti ricordi mi tornano in mente scrivendo questa ricetta di casa…la mia mente ricorda una pccola bambina di 5 anni che assiste a la preparazione di questi biscotti.

Fervevano i preparativi per il matrimonio di mia zia, in quel periodo i matrimoni era uso farli in casa e questo evento, forse una delle poche cose importanti che succedevano, mi e rimasto dentro…se chiudo gli occhi rivivo ancora tutta quella scena!

Il camino acceso, con il paiolo di rame sopra al fuoco attaccato alla catena del camino, dove veniva sciolto lo zucchero, aggiunti gli zuccherini e con un bastone di legno molto lungo, per evitare di bruciarsi con il calore del fuoco, venivano rigirati bene dentro la glassa, poi rovesciati subito sul tavolo, divisi immediatamente per non farli attaccare frà loro e lasciati raffreddare. Che meravigliosi ricordi, questa è un po’ della mia storia di bambina montanara e di una mia ricetta del cuore.

 

 

 

Ingradienti:

500 g di farina zero Gran Prato
80 g di burro fuso
60/80 g di succo di arancia
50 g di zucchero
40 g di liquore all’anice
4 uova
2 cucchiai di semi di anice (messi a bagno in acqua tiepida almeno tre ore prima dell’impasto, (oppure tutta la notte meglio)
la buccia edibile grattugiata di mezza arancia e di mezzo limone
1 bustina di lievito biologico
un pizzico di sale

Per la glassa;

200 g di zucchero
100 g di acqua
45 g di liquore all’anice
1 cucchiaio di zucchero a velo

Procedimento:

Scolare i semi di anice, asciugarli con la carta assorbente e mettere da parte.

Setacciare sulla spianatoia o in una ciotola farina e lievito, fare un buco al centro e aggiungere le uova, lo zucchero e sbattere bene con una forchetta.
Aggiungere il burro fuso, il liquore all’anice, i semi di anice, la buccia grattugiata del limone e dell’arancia, e il succo dell’arancia.
Impastare bene tutti gli ingredienti, formare un rotolo e con la spatola dividerlo in piccole parti, arrotolarle con le mani sulla spianatoia formando dei cordoncini, tagliare dei pezzi di circa 20/25 g, chiudere ad anello come si vede nella foto, posizionare gli anelli sulla placca rivestita di carta da forno, e procedere così terminando l’impasto (con questi pesi si ottengono circa 40 zuccherini).
Mettere la placca in forno preriscaldato a 170/180°C per circa 15/20 minuti senza farli colorire troppo. Lasciarli raffreddare fino al giorno successivo prima di glassarli.

Preparare la glassa:

Sciogliere in una padella antiaderente lo zucchero con l’acqua e quando lo sciroppo raggiugerà circa 120°C aggiungere il liquore e lo zucchero a velo. Mescolare, immergere gli zuccherini nello sciroppo, rigirarli con un mestolo di legno per far aderire bene la glassa ai biscotti. Rovesciarli su carta da forno, separarli fra loro e farli raffreddare.

Si conservano per molto tempo in un sacchetto trasparente per alimenti oppure chiusi in una scatola di latta.

Nel blogtour organizzato da Vetrina TOSCANA fra le tante tradizioni del territorio che abbiamo visitato, ho assistito alla preparazione degli Zuccherini, e con grande piacere pubblico la mia ricetta di casa e la storia vissuta personalmente di questo biscotto.

 

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